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Vie e Multipitch : Alpi Apuane Monte Procinto Via Diedro delle Sorprese
Inviato da tc il 12/5/2020 09:21:34 (719 letture)


 [VIE LUNGHE] Alpi Apuane - Monte Procinto - Via "Diedro delle Sorprese"
  
Una via nata sulla scia della sua vicina Bacci e Abbracci. Ce ne informa l'apritore Claudio Bacci che assieme a Claudio Cocci e Francesco Bertellotti hanno chiodato un'altra linea che diventerà, Covid permettendo, un'altra grande classica sul gran panettone roccioso più famoso della Toscana. Intando godetevi la relazione e le splendide foto  su ROCKDOCG >> (TL)


 Alpi Apuane - Monte Procinto
Via Diedro delle sorprese


di Claudio Bacci, Francesco Bertellotti e Claudio Cocci
DESCRIZIONE GENERALE:
Sviluppo della via: 117 m.
Tempo di percorrenza dei primi salitori: -
Difficoltà: max 5c/6a.
Impegno: -
Proteggibilità: n.d.
Materiale: due corde da 60 m, cordini, 12 rinvii


Premessa degli apritori
   Erano molti anni che mi domandavo, come mai nessuno avesse mai faperto una via in quel punto della parete EST, dove secondo me era più logico ed anche più facile salirla. Così, dopo averne aperto una nuova appena a destra, Bacci e abbracci, insieme a Claudio Cocci e a Francesco Bertellotti abbiamo "salito" questa linea a più riprese, iniziata il 07/10/2018 e finita il 10/11/2018. Le sorprese sono iniziate subito al primo tiro, da lì il nome della via, dove sul primo muro di circa 10/15 metri, abbiamo trovato tre vecchi chiodi da roccia, uno era a sinistra del diedro fessura da noi salito, dove presumibilmente sono saliti in artificiale, l'altro era sotto il terzo fix, dove la via fa un corto traverso verso sinistra e l'altro era sul bordo di questa fascia verticale strapiombante, a destra del quarto fix. Fin li abbiamo pensato che fosse solo un tentativo andato a male ma poi, poco prima della fine del secondo tiro ne abbiamo trovato un'altro, uno dove abbiamo fatto la sosta (questo lo abbiamo lasciato) e uno all'inizio del diedro del terzo tiro, a questo punto abbiamo capito che questa linea era stata proprio salita, magari non proprio dove siamo passati noi, forse nel secondo tratto del primo tiro e nel primo tratto del secondo tiro, erano saliti più a destra, dove sembra ancora più facile, ma il diedro principale credo proprio di si, visto che poco a destra del quarto tiro, circa 8 metri sopra la sosta, si vedono due chiodi, come se alla fine del diedro fossero saliti verso destra, e poi avessero fatto un traverso verso sinistra, per andare ancora più a sinistra di dove abbiamo salito il quarto tiro. Una volta arrivati alla fine del quarto tiro, visto che le difficoltà erano decisamente basse, abbiamo preferito richiodare la fessura diagonale a destra che forzare un tiro aumentando decisamente le difficoltà della via. Questa fessura l'avevamo incrociata salendo la via Bacci e abbracci ed avevamo già visto che era atrrezzata con dei vecchi chiodi, non proprio tutta perchè poco prima della fine della fessura erano usciti verticalmente verso un canalino erboso, anche questa non sappiamo chi l'ha salita. Abbiamo provato a chiedere ai frequentatori più assidui e anziani del Procinto e letto sulle guide, ma non siamo riusciti a sapere chi e quando siano saliti in quel tratto di parete, fatto sta che noi l'abbiamo salita dal basso ed in libera tra un ancoraggio e l'altro, appendendoci su cliff ed altro materiale per poter piantare i fix utilizzando il trapano, poi ripetuta sempre in libera ma in continuità. Ci sarebbe piaciuto confrontarci con chi aveva salito questo tratto di parete, ma proprio non ci siamo riusciti.

Sviluppo totale della via 117 metri
Attacco della Via
La via si trova sulla parete Est del Procinto, al di sopra del sentiero circolare chiamato cintola. Attaccare circa 35 metri a sinistra dello spigolo nord, in corrispondenza di un diedro fessura diagonale a destra (rimane sopra un corto zoccolo di roccia inclinata), nome scritto alla base.

Difficoltà e sviluppo dei tiri
L1 5c/6a 32 mt, 9 fix. Con arrampicata atletica salire il diedro fessura diagonale a destra (primo dei due tratti chiave della via), poi spostarsi  verso sinistra per aggirare una fascia di roccia strapiombante e salire verticalmente per circa 5/6 metri, ora la parete si inclina notevolmente, qui ci sono due fix quasi alla stessa altezza, a circa un metro e mezzo l'uno dall'altro, quello di sinistra si utilizza per la nostra via (quello di destra serve come variante d'attacco alla via Bacci ed abbracci, da qui ci si può collegare direttamente al secondo tiro, senza dover fare il primo, corto e più difficile) e dopo aver traversato qualche metro verso sinistra, si riprende a salire facilmente e verticalmente, fino al terrazzino di sosta. Sosta a fix collegati con cordone e anello di calata. Conviene allungare qualche rinvio con dei cordini, di sicuro il secondo fix. 
L2 5b 22 mt, 7 fix. Salire sulla bella parete a placche, all'inizio in diagonale a sinistra, poi direttamente fino ad incontrare un corto diedro, superarlo per poi spostarsi a sinistra verso la stretta cengia. Sosta con catena e anello di calata.
L3 5b 20 mt, 7 fix. Dalla sosta spostarsi verso destra fino al caratteristico diedro che da il nome alla via, salirlo fino al suo termine per spostarsi leggermente verso sinistra e sostare su un terrazzino. Sosta a fix collegati con cordone e anello di calata.       
L4 5c/6a 26 mt, 11 fix. Dalla sosta salire un primo muretto verticale per uscendo verso sinistra fino ad un ripiano, salire ora una facile paretina e raggiungere una piccola cengia, da li si sale un corto diedro e subito dopo una bella parete verticale di roccia compatta (secondo tratto chiave della via), gli ultimi metri del tiro sono facili ed adagiati, la sosta è su una comoda cengia. Sosta con catena ed anello di calata.
L5 5b 17 mt, 6 fix (uno è della via Bacci e abbracci). Dalla sosta ci si sposta appena verso destra e si sale verticalmente la parete fino ad una evidente clessidra, da quì si traversa a destra fino ad una bella fessura diagonale (ascendente verso destra), questa si sale fino al suo termine sostando su una comoda cengia. Sosta con catena ed anello di calata.

Materiale
    Per una ripetizione portare 12 rinvii, qualche cordino per allungare qualche protezione e materiale per scendere in doppia sulla via o per scendere la ferrata. Soste tutte con catena e anello di calata.

Accesso   
   Da Stazzema seguire il sentiero numero 5 per il Rifugio Forte dei Marmi, prima del rifugio seguire il sentiero che diparte sulla sinistra che ci porterà ai piedi del Monte Procinto.

Discesa
    Dalla via si può scendere in doppia oppure dalla ferrata. Per scendere dalla ferrata, dall'ultima sosta si traversa pochi metri verso destra (faccia alla parete) raggiungendo un canalino erboso, lo si sale verticalmente raggiungendo la boscaglia sommitale, poi salendo in diagonale verso destra, si raggiunge la traccia di sentiero che porta sulla vetta e/o alla ferrata, il primo tratto conviene farlo legati.
Per scendere lungo la via Diedro delle sorprese con corde da 60 metri si fa una corta doppia fino alla cengia sottostante, da qui ci si sposta a piedi verso sinistra (rimanendo assicurati alle due corde della doppia) e si raggiunge la sosta del tiro che abbiamo appena salito, la quarta, fare attenzione quando si recuperano le corde, si potrebbero incastrare nella fessura diagonale, da qui con un'altra doppia si arriva alla seconda sosta, quella prima del diedro e da li si arriva a terra. Se invece abbiamo le corde da 50 metri dovremmo fare una doppia in più.
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diedro delle sorprese
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tOSCOCLIMB, di Toni Lonobile
in Collaborazione con Claudio Bacci & Co.

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