climber password
site-searchCerca
Climbing - Arrampicare - Grimper
.: ZOOM tHE cOVER :.
 
Menu principale
Home Page
Notizie
Invia articolo
Archivio notizie
Argomenti

Musica
Invia articolo
Archivio articoli
Argomenti

Link
Segnala
Più visitati
Più votati

Meteo
Mappe del tempo
Previsioni del tempo
Previsioni per città

Forum
I più recenti
I più visti
I più attivi

TEST MATERIALE TECNICO
fORUM
tC Partners
USO dei COMMENTI

Rock D.O.C.G.

Utilità

Riflessioni

Usa il cervello, non il martello!
Salvaguardiamo la roccia
tOSCOCLIMB.it

FreeTibet.org


SaveTibet.org


Una giornata coi bimbi di Kasisi (Africa)


Espande/Riduce le dimensioni di quest'area
 
Espande/Riduce le dimensioni di quest'area
Vie e Multipitch : AppenninoToscocemiliano Sassorosso Via C'è sempre un perché
Inviato da tc il 31/8/2015 09:33:48 (2455 letture)

toscoclimb Sassorosso c'è sempre un perché toscoclimbstore vigiani
 [VIE LUNGHE] Appenino Toscoemiliano - Parete Sassorosso - Via C'è sempre un perché
   Nel corso della vita ci sono persone che fanno molte cose,  altre che sprecano il tempo pensando di rimandare tutto a un secondo momento; c’è chi dentro ha un “fuoco” che brucia e non sta mai fermo, chi invece gli piace oziare. Non si sa chi fra questi sia più felice ma una cosa è certa … in ogni cosa che facciamo “c’è sempre un perché”.
Il perché in questo caso ha dato nascita a una via di 190m - I/R2- 6b+ (6b obb)
---> semplicemente cliccando QUI>>


 Appeninno Toscoemiliano
Parete Sassorosso
Via "C'è sempre un perché"


di iGA Roberto Vigiani

  Nel corso della vita ci sono persone che fanno molte cose, altre che sprecano il tempo pensando di rimandare tutto a un secondo momento; c’è chi dentro ha un “fuoco” che brucia e non sta mai fermo, chi invece ha tendenza a oziare. Non si sa chi fra questi sia più felice ma una cosa è certa … in ogni cosa che facciamo “c’è sempre un perché”.
Che oziamo, corriamo o facciamo qualsiasi altra cosa, ricerchiamo sempre la felicità, lo star bene, in poche parole, arrivare a sera soddisfatti di quello che abbiamo fatto.
Nel nostro caso, essendo climber (e io penso che quando si è veramente climber lo si resterà per tutta la vita: non importano le difficoltà che si presenteranno davanti, la passione brucierà dentro e pertanto finché le forze lo permetteranno continuerà a scalare).
C’è chi scala su roccia, chi su ghiaccio, chi fa arrampicata sportiva e chi alpinismo ma tutti sono uniti da un unico comune fattore: Arrampicare.
La parte più creativa di questa magica parola è a mio parere la ricerca di nuovi itinerari. Sebbene dalle nostre parti sia sempre più difficile reperire pareti con ancora possibilità di nuovi itinerari, l’occhio esperto sa leggere nelle pieghe della roccia e come per magia sa vedere quello che altri non vedono.
   Diversi anni fa, sempre con Luisa, alla parete di Sassorosso avevo già aperto “C’è poco da ridere” , una via che conta poche ripetizioni per il suo carattere “Wild”, pochi chiodi parecchio da proteggersi con friends e nuts e roccia non sempre perfetta.
   Complice questa calda estate siamo tornati a Sassorosso per cercare un po’ di fresco vista la sua esposizione a Nord ovest e la sua quota relativamente più alta. La parte sinistra della parete è già solcata da due vie moderne a fix ma io volevo salire in maniera più tradizionale possibile. I fix sono una sicurezza ma l’uso parsimonioso lascia spazio anche a molta creatività nel posizionamento delle protezioni veloci che danno quel pizzico  di sale in più che rende il piatto più appetitoso.
   Avrei potuto mettere chiodi a fessura al posto dei pochi fix piazzati ma l’ho fatto per scelta e per due motivi ... c’è sempre un perché!!
Il primo, a mio parere, è che sia il chiodo che il fix sono sempre ferro infisso nella roccia e mentre il primo dura più a lungo ed è più sicuro il secondo dura meno e ha bisogno di verifiche periodiche.
Il secondo invece è una questione di prezzo; 2 euro scarsi per il fix contro i 10 abbondanti per il chiodo a fessura non sono pochi … ho sangue delle parti di Genova, e si sa che i genovesi sono abbastanza parsimoniosi, per non dire tirchi!
So già che qualcuno sorriderà per queste affermazioni ma questo è il mio parere e come è normale ognuno pensa di essere nel giusto e si fa le proprie ragioni…. Se non vi piace andate a ripetere altre vie che abbiano le caratteristiche che preferite…il mondo ne è pieno.
Buone scalate a tutti
G.A. Roberto Vigiani


Note: 
“c’è sempre un perché” è una via su parete aperta con poche protezioni fisse e soste attrezzate a fix. Richiede al capocordata buona padronanza del grado obbligatorio e capacità nel posizionamento delle protezioni veloci. In generale ci si protegge bene con il materiale consigliato in relazione nonostante questo alcuni passaggi rimangono obbligatori se superati in arrampicata libera.
La via è stata aperta in giornata e poi ripetuta per ripulirla da alcuni blocchi instabili, in ogni caso fare attenzione, sicuramente qualcosa ci è sfuggito. La roccia è da buona a ottima e presenta in alcuni tratti un po’ di licheni fastidiosi per i piedi.
L’esposizione è nord-ovest per cui rimane in ombra quasi tutto il giorno ed è ideale d’estate.
Relazione:

attaccare circa 50m a dx di “i soliti ignoti “nei pressi di una placca appoggiata con un cordino in clessidra a pochi metri da terra.

L1: salire più o meno direttamente la placca puntando all’unico fix del tiro ben visibile dalla base. Superarlo e con bei passaggi su muro verticale a buchi raggiungere la sosta.

L2: salire sopra la sosta la fessura diagonale fino al suo termine. uscire a sx per parete articolata scalare un muro verticale spostarsi a dx e poi superare uno strapiombino atletico che fa accedere a terreno più facile fino in sosta.

L3: leggermente a dx puntando il fix ben visibile dalla sosta, superarlo e proseguire per tereno più facile fino sotto una paretina con un evidente cordino incastrato. (lasciato come segnavia, possibilità di aggiungere nut). Superarlo con bel passaggio e per terreno più facile raggiungere la comoda sosta .

L4: per placca in diagonale a sx (fix) fino a raggiungere il pilastrino fessurato. Salire la fessura fino quasi al suo termine e poi uscire a sx e superare un altro strapiombino.

Traversare leggermente a sx su un terrazzino e raggiungere il secondo fix del tiro con bel passo obbligatorio. Proseguire per parete verticale ma ben appigliata con difficoltà decrescenti fino alla sosta

L5: dalla sosta leggermente sx , poi per placca articolata con cordino fisso in clessidra. facilmente si raggiunge il ripido bosco sommitale che va salito per altri 20m circa finché non diventa facile.



 
 
 
 
zoOM++
 
zoOM++

Seguici su Facebook>>
-----------
www.toscoclimb.it - ToscoClimbStore
--------------
tOSCOCLIMBsTORE e Guida Alpina Roberto Vigiani

- tutti i diritti riservati - t©
toscoclimb promuove il rispetto di tutto l'ambiente, non solo della roccia

 

Salva questa pagina nel formato:

 
Link correlati

· Articoli sull'argomento Vie e Multipitch
· Articoli inviate da tc

L'articolo più letto sull'argomento Vie e Multipitch:
· Cima Busazza - Parete Nord - Via Sogni e Incubi

Le ultime sull'argomento Vie e Multipitch:
· Alpi Apuane Monte Croce E se fossero stati gli alieni

Visualizza pagina stampabile  Segnala questo articolo ad un amico



tC Family

Calendario Eventi
Ottobre 2021
LuMaMeGiVeSaDo
  1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

In Libreria

Arrampicare in Toscana - Valle di Camaiore e sant'Anna di Stazzema
—————
L. Abbarchi, T. Lonobile, R. Vigiani
ed. ToscoClimbStore
169 pagine
euro 24,00 +1,00 facoltativo per la richiodatura
da non perdere