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Vie e Multipitch : Alpi Apuane Pizzo dell’Aquila Via VentiVenti
Inviato da tc il 2/9/2020 07:28:59 (357 letture)


 [VIE LUNGHE] Alpi Apuane - Pizzo dell'Aquila - Via "Venti Venti"
  
Pizzo dell'Aquila. Anno del Covid. la pazienza premia! (non è il nome di una via anche se potrebbe esserlo, chi lo sa! forse la prossima...) Ringrazio Massimo Innocenti che ha saputo attendere le mie lente battutte alla tastiera prima di pubblicare una via che ha aperto assieme all'amico Mauro Pratesi, medico di gran cuore. Una via nobig ma in ambiente montano, con una raccomandazione da parte degli apritori di portarsi, oltre alla normale dotazione alpinistica, vabbè, leggetevelo da soli ... su ROCKDOCG >> (TL)


 Alpi Apuane - Pizzo dell’Aquila – Costone della Guardia
Via Venti Venti


di Innocenti Massimo, Pratesi Mauro
DESCRIZIONE GENERALE
Sviluppo: circa 280 metri
Apritori: Innocenti Massimo, Pratesi Mauro
Difficoltà max-   5c passi di 6a / RS2 / III  Obbligatorio 5c

   INTRO DEGLI APRITORI: La via, di stampo alpinistico, in ambiente isolato e selvaggio, sale un contrafforte del Costone della Guardia, fino ad uscire in prossimità che conduce alla cima dello stesso, per chi ha voglia e pelo può essere salita tutta trad.
Scendendo in doppia dopo aver aperto la via Dello Sturato, Mauro vide ergersi alla fine del ripido ravaneto questa parete, caratterizzata da due pilastri.
Ci sono situazioni, periodi o cose caratterizzati da negatività: questa salita ne ha qualcuna e ne merita il racconto.
Abbiamo iniziato la ricognizione nel mese di ottobre e abbiamo trovato il pilastro di destra, meta della nostra gita, come la parte centrale della parete, completamente bagnati.
Dopo un rapido consulto, e soprattutto per non tornare a casa senza aver concluso niente, si decise di salire il diedro a sinistra, che era l’unico asciutto.
Al secondo tiro la placca sopra a dove avevamo approntato la sosta sembrava un ruscello da quanto grondava e non faceva presagire niente di buono per il proseguo, comunque avvicinandosi, il diedro in alto sembrava in buone condizioni e soprattutto appoggiato e di facile salita. E’ fatta! Gasatissimi si decide di passare da li, il risultato è stato tutto l’opposto, verticale ed ostico.
Inoltre, la realizzazione della via è stata caratterizzata da un grave infortunio occorso a Mauro, che si è strappato il tendine di Achille, giocando a tennis, sport pericolosissimo e dalle mille insidie.
A causa di ciò si è dovuto sospendere, poi è arrivato il 2020 anno bisestile e notoriamente portatore di sfortuna e sciagure.
Tre mesi di lockdown ci hanno isolato, unica fonte di notizie i telegiornali e ci siamo riempiti la testa di numeri e promesse: fondamentali  quelli delle trazioni fatte al trave e soprattutto la promessa di effettuare tutte le serie riportate nella scheda di allenamento.
Poi si è di nuovo rimesso di mezzo Mauro, che è partito medico volontario Covid.
Appena liberi dagli impegni e dalle restrizioni siamo tornati a completare la via, doveva, secondo i nostri calcoli, mancare solo un tiro, in realtà ce ne sono voluti altri tre per uscirne, e non siamo arrivati in cima.
Nel penultimo tiro, mentre salgo dalla placca il muretto finale, mi parte da sotto il piede sinistro il bordo dello stesso, che cadendo si infrange poco sopra alla sosta dove erano i miei compagni.
Comunque è andato tutto bene in quanto si è riportato solo un grosso spavento, che però ci ha fatto desistere di proseguire fino al grosso masso della cima.
Si approntano le doppie di discesa e alla terza, quella per arrivare al pianoro, mentre sfiliamo le corde per recuperarle, quella rossa, decide di incastrarsi, arricciandosi ad un pinnacolo, rendendo vano ogni tentativo di disincastrarla.
Durante la prima ripetizione, e con la voglia di completare la salita e di andare ad innaffiare l’albero della cima, un mio amico, che si era offerto per effettuare la salita, nel traverso del 7° tiro si ferisce ad una caviglia e torna a casa in elicottero…….noi consigliamo che oltre alla NDA, per una ripetizione, servano degli amuleti, tipo un corno rosso.

Un ringraziamento ai nostri amici Fabrizio Ciuffi e Armando Delovo che oltre ad aiutarci nell’apertura della via, sono stati fondamentali per la grigliata.

TRATTO DALLA GUIDA DEI MONTI D’ITALIA DEL CAI: “ Pizzo dell’Aquila 1250 mt.  – Si tratta delle ultime propaggini della lunga cresta ONO o di Nattapiana del Pizzo d’Uccello. Il Pizzo dell’Aquila si caratterizza sul lato di Vinca per una piccola parete triangolare liscia. A Nord del colle ( loc. La Guardia) si stacca il crinale divisorio tra il Solco di Equi e la valle di Fagli (al cui sbocco è il paese di Equi), crinale che termina con il Monte Grande 695 m a ridosso del paese: tutta questa zona è selvaggia, abbandonata dall’uomo, e sono scomparsi i pochi sentieri del passato ad eccezione della mulattiera che collegava Vinca con Monzone ed Equi, ora sentiero CAI 39 come da cartografia e bibliografia del Parco Alpi Apuane.
Il Pizzo dell’Aquila e la sua lunga costa, ben visibile, dalla strada e dal paese di Vinca, si ergono isolati sovrastanti, un fitto bosco e un grande ravaneto.

ACCESSO: Dall’autostrada A15 (Parma - La Spezia) si esce al casello di Aulla seguendo poi la SS 63 per il Passo del Cerreto in direzione Fivizzano. Dopo aver oltrepassato la frazione di Rometta si svolta a destra sulla SS 445 in direzione Gassano, Monzone, ed Equi Terme. Poco prima di arrivare al paese di Equi terme girare a destra per Vinca e prima di entrare in paese imboccare la strada sterrata sulla sinistra con indicazioni Eremo San Giorgio, Equi terme, Monzone.
Percorrerla per qualche centinaio di metri, fino al Santuario Madonna della Neve  ove parcheggiare.

ATTACCO: Accanto alla chiesa parte il sentiero CAI 39, percorrerlo per circa 30 minuti. Durante il percorso si superano due marginette, i ruderi della vecchia chiesa rupestre e, una volta superato il balzone, il sentiero passa in un intaglio di una cresta  e prosegue fino a svoltare alla successiva cresta, dove superato il boschetto, si abbandona per salire il grande ravaneto.
Si sale direttamente fino al bordo destro del canale per circa 60 metri, sino a trovare il modo di attraversarlo e si proseguire sul bordo sinistro, per poi continuare a salire verso sinistra in direzione di un grande leccio alla base della parete (ometti).
Dal leccio, avvalendosi della corda fissa, rimontare lo zoccolo basale per una decina di metri, fino alla cengia e percorrerla verso sinistra dove parte la via.
La sosta di attacco è con 2 fix 15 minuti circa dal sentiero.

Coordinate GPS Lat 48° 8’ 51” N Long 10° 8’ 49” E Q.ta 650 mt.
Esposizione Ovest Sud Ovest

MATERIALE: NDA individuale, 2 1/2 corde da 60mt 10 rinvii e cordini, friend fino al Nr. 4 BD
Le soste sono con due fix, tranne S7 parzialmente da attrezzare, S6 e S9 con anello di calata.

CHIODATURA: Dal basso con fix da 10 mm
La via è stata iniziata nel dicembre 2019 e finita a giugno 2020.
 RELAZIONE

L1- 30 mt diff. III
Salire verticali dalla sosta, senza percorso obbligato, fino ad arrivare alla comoda sosta alla base della placca.

L2 – 30 mt diff. 4c 3 fix
Dalla sosta, in traverso verso destra per aggirare la placca al fine di portarsi alla cima del masso sovrastante, superarlo avvalendosi della fessura e poi sostare comodamente.

L3 – 30 mt diff. 5c un passo 6a 6 fix
Salire facilmente alla placca sovrastante la sosta, per poi obliquare verso sinistra in direzione dell’alberello, superare con passo non facile, in basso, nel punto di maggiore esposizione lo spigolo e  una volta salita il pancione della sovrastante placca, sostare comodamente alla base del diedro.
 
L4 - 30 mt diff. 5c qualche passo 6a  7 fix
Salire verticali dalla sosta il sovrastante ed ingannevole diedro, fino a quando non si restringe, uscirne portandosi, con delicato traverso, sulla sinistra e sostare poco sopra l’albero.

L5 – 30 mt  diff. 5c qualche passo di 6a 6 fix
Spostandosi leggermente sulla destra salire il muretto a gradoni per arrivare alla conca, attraversare a sinistra fino alla base del corto diedro dalle lisce pareti e salirlo fino alla sosta che è posta dietro lo spigolo, sul filo della cresta.

L6 – 30 mt diff  3c  1 fix
Prestando attenzione, percorrere la cresta fino al pianoro, sosta con uno spit e spuntone. Poco più in alto sulla destra si vede un ciuffo di alberi, alla sua base è posta la sosta della seconda calata.

L7 – 40 mt diff  5c 4  fix
Divertente arrampicata per superare il corto diedro in alto, sulla sx della sosta, per arrivare allo spigolo, aggirarlo e traversare delicatamente verso sx fino a salire fino agli alberelli dove e posta la sosta.

L8 – 40 mt diff  5c un passo di 6a 7 fix
Stando alla sinistra della sosta salire fino ad arrivare alla marmorea placca, percorrerla avvalendosi delle sue innumerevoli reglette. Prima di arrivare al suo termine e stando attenti a non toccare le invitanti lame che ci troviamo davanti, ma sfruttando la bella fessura presente nel muro posto alla sua sx uscirne fuori e sostare poco dopo.

L9 – 20 mt diff  3c 1 fix
Traversare salendo verso dx per portarsi alla sosta di fine via.

Dalla sosta di fine via è possibile arrivare al grande masso, con vicino l’albero, che caratterizza la cima del contrafforte. Prestare attenzione in quanto il percorso,come le calate per tornare ad S9non sono attrezzati.

Discesa 4 calate

1 doppia 60 mt
Dalla sosta di fine via calarsi lungo la placca per poi proseguire la discesa, faccia a monte, sulla dx nella conca, fino ad arrivare ad un ciuffo di alberi che si trovano a pochi metri della sosta S7.
2 doppia 35 mt
scendere lungo la cresta fino alla sosta S5
3 doppia 50 mt
scendere nel canale fino quasi a raggiungere il pianoro sottostante, caratterizzato da uno spuntone sul suo bordo, attenzione che non si incastrino le corde nel loro recupero.
4 doppia 60 metri
Calarsi per 55 metri fino alla base della parete, dove si è attaccata la via.

Dalla sosta di attacco della via, facendo a ritroso il percorso fatto per l’avvicinamento, arrivare al sentiero e poi al parcheggio in circa 40 minuti.
Venti Venti
Venti Venti
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tOSCOCLIMB, di Toni Lonobile
in Collaborazione con M. Innocenti e Mauro Pratesi

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