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TOPOS : San Viano - Le placche del beato Viano
Inviato da tc il 9/6/2008 12:08:30 (6176 letture)

 
L'annuciazione
Pintoricchio, +++>>

 "Alcuni anni fa vicino all’eremo del Beato Viano o San Viano vennero aperte ad opera di vari alpinisti delle vie su una specie di enorme lavagna conosciuta come le placche di San Viano, le vie avevano uno sviluppo sui 200 m e offrivano un arrampicata di aderenza su ottima roccia. Purtroppo la lunghezza delle protezioni (per i comuni arrampicatori, ndr) e l’elevato grado di arrampicata (per quei tempi) hanno fatto sì che la palestra venisse dimenticata ...". Inizia così la relazione delle Placche di San Viano, un inizio che mi ricorda 'I volatili del Beato Angelico' di A. Tabucchi. Cosa c'entra? siamo in toscana, il luogo è santo, chi mi invia la relazione è toscano e le placche furono chiodate da toscani. Di non-toscano qui c'è solo il Pintoricchio, e il suo capolovoro di unica bellezza non poteva non rappresentare qualcosa di santo! Un invito non solo a scalare ...




zOOM++ 

  Purtroppo la lunghezza delle protezioni e l’elevato grado di arrampicata (per quei tempi) hanno fatto sì che la palestra venisse dimenticata. Oggi, grazie al lavoro di alcuni alpinisti che hanno risistemato le protezioni (sono stati aggiunti fix del 10 che rendono l’arrampicata un po’ più sicura) e all’apertura di alcuni nuovi itinerari speriamo che questo piccolo gioiello riacquisti valore (naturalmente nel rispetto della natura  e di tutto ciò che ne fa parte). Antonio Biondi

  Materiale occorrente per ripetere le vie:
corda da 70m o due mezze da 60m, 15 di rinvii e cordini x collegare alcune soste.
Per la via Carpe diem conviene al 2 tiro attrezzare una sosta a un fix e ad un enorme clessidra. Oltre alle vecchie vie risistemate e all’apertura un paio di anni fa ad opera di Bruno Barbuglia di un nuovo itinerario, l’infaticabile local del posto Gianfranco Coltelli ha aperto 2 itinerari  sul lato sinistro (guardando le placche) della parete. Le vie sono completamente attrezzate a fix del 10 e con catene di calata alle soste.
Iniziano in comune: la prima si chiama Tom e Jerry e va ha destra per un totale di 3 tiri L1- 25 m 6b L2-25m6a/6b  L3 25m 7b qui ci può ricalare in doppia. La seconda dedicata a Roberto Nobili, Dottore e volontario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino purtroppo deceduto durante un intervento d’inverno sulla Pania della Croce, attacca insieme alla via Tom e Jerry e va a diritto. L1 10 m 6c L2 25m 6b L3 30 m 7aL4 25 m 6+. Le vie sono attrezzate per una discesa in doppia.

 Come arrivare:
Da Campocatino all'Eremo di San VianoCampocatino - San Viano
 Campocatino si trova nel comune di Vagli Sotto a circa 1000 metri di altezza, è costituito da un grande prato originatosi da un'antico bacino glaciale. E' un luogo suggestivo tra i più belli delle Apuane ai piedi del monte Roccandagia: nell'altipiano è ubicata una minuscola chiesetta ed alcune decine di case in pietra utilizzate un tempo come rifugio da pastori. Dal 1991 questo meraviglioso angolo di Garfagnana è divenuto "Oasi naturale della LIPU" in considerazione delle numerose specie di uccelli che vi vivono.
 Arrivare a Campocatino è semplice, dista infatti solo pochi Km dal Paese di Vagli Sotto, ed è raggiungibile anche in macchina; esiste un parcheggio dove è possibile lasciarla e da dove inizia la nostra escursione. Percorriamo solo alcune centinaia di metri e ci troviamo davanti ad una fontana: di fronte a noi il prato e la maestosa parete del Roccandagia. Da qui prendiamo il sentiero CAI n°147 ed iniziamo la nostra passeggiata verso l'Eremo di San Viano. Andiamo avanti per circa 20 minuti attraversando boschi di castagni e faggi fino ad arrivare ad una terrazza a strapiombo sulla valle di Arnetola: da qui un panorama mozzafiato con la vista dei monti Sella, Tambura e Sumbra. Ci fermiamo in contemplazione!
 Ora inizia il tratto più impegnativo, il sentiero comincia a scendere sensibilmente, la nostra attenzione deve aumentare a causa del fogliame e delle pietre che rendono il percorso scivoloso. Trascorrono circa 20 minuti e ci troviamo davanti ad una parete verticale: alziamo la testa e riusciamo a scorgere l'antico Eremo incastonato nella Roccia!

 
zoOM++>>

 Invece ecco il racconto di un altro Toscano DOC, alias Silver Surfer alias Antonio Cecchi, che chiodo ai tempi d'oro queste suggestive placche:
 

 
Prima salita di “Nove Sole Vecchi Pacchi”, Peo si prepara; pic. Arch. Cecchi

 “Nove Sole Vecchi Pacchi”
Era il 1993 – credo – ed ero appena diventato padre per la prima volta. A quei tempi avevo l'onore di  legarmi in cordata con il mio mentore e maestro di arrampicata, Andrea “Peo” Loprieno, che divideva con me la falesia e qualche semplice salita in ambiente, trascorrendo invece assieme a Stefano Funck momenti per più adrenalinici ed utili per la comunità verticale.
Dal loro sodalizio di quel tempo, nacquero infatti alcuni gioielli che si chiamano “Vanessa” e la “Ratti” al Monte Rovaio (che credo dovrebbe essere chiamata Ratti-Funck vista la riattrezzatura e completamento della vecchia linea di Claudio) nonché il contributo su “Fantastica” al Nona, tutte vie più che degne di rispetto ancora adesso a distanza di 13 anni.
E fu proprio Stefano Funk a segnalare al Peo il luogo di San Viano, additandolo come una falesia destinata ad un futuro glorioso. Ed in effetti, al nostro primo sopralluogo si dimostrò tale: una parte destra coricata, con alcune placche solcate dall'acqua ed altre con una roccia quarzosa davvero unica dalle nostre parte. Nel fianco sinistro, invece, si innalzava prepotente il futuro! Un'enorme spinnaker – per usare un'espressione simile a quella di S.Funck nella sua “Alpi Apuane Salite Scelte, Pezzini Editore, 1993” dove l'arrampicata si preannunciava estrema.
Peo iniziò a forare le placche a sx prima dello Spi,  assieme ad un caro amico dal cognome – e discendenza – illustri, Filippo Nerli. Nacque “Sussi e Biribissi”, 7b+, 4 tiri mai sotto il 6C,  il nome una polaroid dei chiodatori: Sussi (Peo, basso e muscoloso) Biribissi (Filippo, smilzo e con gli occhi cerulei del padre).

 
zOOM++

Io, dal canto mio, ho sempre smaniato per chiodare, e chi mi conosce lo sa. Non so perchè ma mi è sempre piaciuto e così proposi al Peo di essere del gruppo. Così, dopo un'occhiata veloce – e con il permesso di Stefano :-) - ci calammo ed attrezzammo i primi due tiri, nella parte dx della parete, al  confine con i tiri già presenti, in rispetto di chi poteva ben dirsi “padrone” del luogo. Se ben ricordo, la batteria del trapano – come da manuale del chiodatore allezzito – durò solo 4-5 fori. La roccia è estremamente dura a San Viano ed allora non avevo ancora scoperto che si possono comprare comuni accumulatori ed unirli in parallelo. Procedemmo quindi con il perforatore a mano, che al tempo trovava sempre spazio nella patella del nostro cuore.

Terminammo così i primi due tiri, uno di avvicinamento ad un tettino, e l'altro che lo superava con il passo chiave (si dovette togliere una zolla e ripulire il tutto) valutandolo 6b+. Il terzo tiro, che avevamo in mente non nacque mai dalle nostre mani. Quando Stefano sentenziò che per poter figurare  nella sua guida la nostra via avrebbe dovuto avere almeno 3 tiri, e si propose di terminare il lavoro, acconsentimmo con piacere.

In una cosa però Stefano sbagliò: San Viano non divenne MAI quel luogo di riferimento verticale che avevamo sperato, grazie all'immarcescibile pigrizia dei climbers che si rivolgono sempre alla falesia più vicina, unta, noiosa, caotica ma a portata di mano. Era così nel '93 ed è ancora così nel 2008.

La mia amicizia con Peo è sempre stata contraddistinta da due fattori: affetto/ammirazione per un amico unico e PACCHI che mi tirava quando lo aspettavo per andare ad arrampicare!!! Rimase storica la volta che davanti a casa mia lo vidi arrivare con 45 minuti di ritardo.... con le ruote anteriori della Panda 4x4 su una bicicletta travolta poco prima: arrivò surfando l'asfalto e con uno studente sul cofano! GRANDE PEO!!! Unico!

Così il nome della via dovette essere “Nove Sole” dove “sòle” è alla romana, cioè “pacchi” e “Vecchi Pacchi” quelli ricevuti dal Peo durante la nostra grande amicizia!

E s(u)ole nuove vi serviranno per salirla: la via esige aderenza e movimento. E' proprio un prodotto del 1993 :-)

 

Silver Surfer a.k.a. Antonio Cecchi

 
Personaggi Leggendari nella zona del “Circo”, Monte Procinto.
Chi – Toscano e non solo – non ne conosca almeno 2 proceda pure ad autoflagellarsi

 tOSCOCLIMB.it ringrazia gli apritori e i relatori
un grazie a ingarfagna.it

 

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